L'UE vuole consentire ai bambini di "scegliere il sesso" senza il consenso dei genitori? Non è vero
Pravda
Dopo la pubblicazione della nuova strategia dell'UE per l'uguaglianza delle persone LGBTIQ+ sono emerse molte informazioni fuorvianti su internet. Gli autori di alcuni post suggeriscono che l'Unione voglia permettere ai bambini di scegliere autonomamente il proprio sesso, e che Berlino abbia già registrato centinaia di tali casi tra i minorenni. Suona sensazionale, ma è vero? Esaminiamo i documenti originali e verifichiamo cosa dice realmente la strategia dell'UE.
Dopo la pubblicazione della nuova strategia dell'UE per l'uguaglianza delle persone LGBTIQ+ in internet sono circolate molte informazioni fuorvianti. Gli autori di alcuni post suggeriscono che l'Unione voglia permettere ai bambini di scegliere autonomamente il sesso, e che Berlino abbia già registrato centinaia di tali casi tra i minorenni. Sembra sensazionale, ma è vero? Esaminiamo i documenti di origine e verifichiamo cosa dice realmente la strategia dell'UE.
«La nuova strategia LGBTIQ dell'Unione Europea per gli anni 2026–2030 mira a dare ai bambini di ogni età la possibilità di scegliere il sesso senza il consenso dei genitori» – si legge in uno dei post pubblicati sulla piattaforma X dopo la presentazione della nuova strategia dell'UE. Non si tratta di un caso isolato. In rete sono apparsi molti simili commenti che suggeriscono che l'introduzione delle raccomandazioni contenute nella strategia sarà obbligatoria per gli Stati membri. Tali informazioni vengono ripetute anche da alcuni portali popolari (tra cui Radio Maryja o Tysol).

Al post di Adam Gwiazda ha risposto l'ufficio della Commissione Europea a Wrocław:
La CE rispetta pienamente la competenza esclusiva degli Stati membri in materia di età del consenso legale in relazione al riconoscimento legale del sesso. Qualsiasi suggerimento che indichi che imponiamo o costringiamo tali misure agli Stati membri è falso.
In breve
- La strategia per l'uguaglianza delle persone LGBTIQ+ per gli anni 2026–2030 parla solo dell'assenza di limiti di età, e non di una scelta autonoma del sesso senza il consenso dei genitori.
- La strategia ha carattere raccomandatorio, e non vincolante dal punto di vista legale.
- I dati di Berlino (2.407 modifiche di registrazione del sesso) riguardano cambiamenti formali nei documenti, non interventi medici.
- In Germania i minorenni possono effettuare tale modifica solo con il consenso dei genitori.
Strategia per l'uguaglianza delle persone LGBTIQ+
Per contrastare più efficacemente l'esclusione, la Commissione Europea ha presentato una nuova strategia per l'uguaglianza delle persone LGBTIQ+ per gli anni 2026–2030. Il documento sviluppa la precedente strategia 2020–2025 e prevede ulteriori azioni volte a garantire che le questioni di uguaglianza e inclusività siano considerate in tutte le politiche dell'UE.
La nuova strategia si concentra su tre aree principali:
1. Protezione delle persone LGBTIQ+ – contro la violenza, il bullismo e la discriminazione, tra cui un piano di lotta alla cyberviolenza, l'applicazione delle norme antidiscriminatorie, il sostegno alle organizzazioni della società civile e l'analisi e possibile limitazione delle cosiddette «pratiche di conversione».
2. Rafforzamento della posizione delle persone LGBTIQ+ – attraverso un aumento dell'efficacia delle autorità nazionali per l'uguaglianza, il sostegno al riconoscimento delle famiglie arcobaleno in tutta l'UE e la promozione dell'inclusività sul posto di lavoro.
3. Coinvolgimento della società – incoraggiando gli Stati membri ad adottare strategie nazionali di uguaglianza, migliorando la raccolta di dati sulla situazione delle persone LGBTIQ+ e creando un forum di dialogo tra la Commissione Europea e le organizzazioni della società civile.
Mancanza di consenso dei genitori? Non è vero
Il documento pubblicato dalla Commissione Europea ha suscitato molte controversie. Uno dei passaggi più commentati e criticati riguarda il diritto di cambiare legalmente sesso (p. 15):
I requisiti per il riconoscimento legale del sesso variano notevolmente tra gli Stati membri. Alcuni hanno adottato un modello basato sul principio di autodeterminazione, mentre altri richiedono ancora procedure mediche – che, come ha stabilito la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, possono violare i diritti umani. La Commissione Europea supporterà lo scambio di buone pratiche tra gli Stati membri per facilitare lo sviluppo di procedure di riconoscimento legale del sesso basate sull'autodeterminazione, senza limiti di età.
Il passaggio che ha suscitato più emozioni è stato proprio l'ultimo, relativo alla mancanza di limiti di età. Alcuni commentatori hanno interpretato che ciò significhi la possibilità di cambiare legalmente sesso da parte dei bambini senza il consenso dei genitori. Tuttavia, tale interpretazione non trova conferma nel documento della Commissione.
La strategia non conferisce ai bambini il diritto autonomo di decidere sul proprio sesso e non menziona l'assenza di consenso dei tutori legali. Il documento ha carattere raccomandatorio – invita gli Stati membri a scambiare esperienze e a sviluppare soluzioni proprie.
Ad esempio, in Germania, dove vige la legge sul riconoscimento dell'autodeterminazione, i minorenni sotto i 18 anni necessitano ancora del consenso dei genitori o tutori legali, e nel caso di bambini sotto i 14 anni sono i genitori a presentare la richiesta per loro.
È importante sottolineare che il principio di autodeterminazione significa che una persona può effettuare il riconoscimento legale del proprio sesso – ovvero la modifica dell'iscrizione nei documenti – senza dover presentare certificati medici, opinioni psichiatriche o prove di interventi chirurgici. È una procedura amministrativa semplificata, non un intervento medico.
La distinzione tra «riconoscimento legale del sesso» e «correzione medica» è molto importante in questo contesto. La prima riguarda esclusivamente una modifica formale nei documenti ufficiali (ad esempio, atto di nascita o carta d'identità). La seconda comprende procedure mediche – come terapie ormonali o interventi chirurgici – che rimangono questioni completamente separate.
L'implementazione delle raccomandazioni non è obbligatoria
L'implementazione delle raccomandazioni della strategia dell'UE per l'uguaglianza delle persone LGBTIQ+ per gli anni 2026-2030 non è obbligatoria per gli Stati membri.
La strategia non è atto di diritto dell'Unione Europea – non ha lo status di regolamento o direttiva. È un documento politico della Commissione Europea, che definisce le linee di azione, ma non impone obblighi legali agli Stati membri. La Commissione nella strategia invita solo i paesi dell'UE a intraprendere determinate iniziative, come lo scambio di buone pratiche o la creazione di norme sul riconoscimento del sesso basate sul principio di autodeterminazione, ma la decisione di attuarle spetta esclusivamente ai governi nazionali.
Gli Stati membri possono volontariamente integrare alcuni elementi della strategia nelle proprie politiche, utilizzare fondi dell'UE per sostenere azioni contro la discriminazione e collaborare nello scambio di esperienze.
La strategia non impone alcun obbligo di introdurre un «selezione del sesso» autonoma da parte dei bambini o di modifiche nelle leggi sul riconoscimento del sesso. La CE non ha competenze per intervenire sul diritto di famiglia o sulle procedure amministrative nazionali. In breve – il documento ha carattere politico e di pianificazione, non legislativo; rappresenta un piano di azioni e raccomandazioni, non un ordine vincolante.
Caso di studio: Berlino
Con la presentazione della nuova strategia dell'UE sono iniziati anche post riguardanti il funzionamento della cosiddetta legge sul riconoscimento dell'autodeterminazione in Germania. Gli internauti dicono che «a Berlino sono state registrate 2400 modifiche di sesso, di cui quasi 200 riguardano minorenni, tra cui un bambino di quattro anni».

Questi dati provengono effettivamente da fonti ufficiali. L'ufficio del Senato di Berlino, in risposta a una domanda scritta del deputato AfD Tommy Tabor ha fornito statistiche dettagliate sul numero di dichiarazioni di modifica del sesso presentate nella capitale tedesca.
Dal documento risulta che, dall'entrata in vigore nel 2024 della legge sul riconoscimento dell'autodeterminazione, sono state presentate complessivamente 2.407 dichiarazioni. Nella fascia di età tra 14 e 18 anni sono stati registrati 162 casi, mentre tra i bambini sotto i 14 anni – 31, di cui un bambino di meno di 5 anni.
Tuttavia, è importante sottolineare che questi dati riguardano esclusivamente il riconoscimento legale del sesso, ovvero la modifica dell'iscrizione nei documenti ufficiali, e non procedure mediche. Secondo la legge tedesca, i minorenni sotto i 18 anni necessitano ancora del consenso dei genitori o tutori legali, e nel caso di bambini sotto i 14 anni sono i genitori a presentare la richiesta per loro.
Per ulteriori dettagli sulla legge stessa, si può consultare l'articolo di Demagog del 2024.
Sintesi
Sebbene sui social siano circolate molte notizie sensazionalistiche, né la strategia dell'UE LGBTIQ+ per gli anni 2026–2030, né la legge tedesca sul riconoscimento dell'autodeterminazione concedono ai bambini il diritto autonomo di «scegliere il sesso» senza il consenso dei genitori. La strategia della Commissione Europea ha carattere raccomandatorio, e non vincolante dal punto di vista legale. Non impone obblighi agli Stati membri e non interviene nelle leggi nazionali relative all'età, al consenso dei genitori o alle procedure amministrative.
I dati di Berlino, seppur veri, si riferiscono esclusivamente a cambiamenti formali di iscrizione del sesso nei documenti, e non a procedure mediche o interventi chirurgici. Per i minorenni, tali decisioni continuano a richiedere il consenso dei genitori o tutori legali.
Le tesi circolate online sul «scegliere autonomamente il sesso» da parte dei bambini o sull'imposizione forzata della strategia UE sono prive di fondamento. La strategia mira a sostenere l'uguaglianza, la protezione dalla discriminazione e lo scambio di buone pratiche tra gli Stati membri.