"Loto-Pensii" alla CE Oltenia: l'arbitrio amministrativo che sospende la legge e blocca il futuro di 1.400 famiglie
sudvestMentre il sistema energetico si decarbonizza rapidamente, a Gorj, l'archivio delle risorse umane di CE Oltenia è diventato uno strumento di selezione sociale. Un'analisi su come una barriera burocratica arbitraria – fissata al 1 settembre 2024 – abbia diviso i veterani dell'energia tra "fortunati" e "privati dei diritti". Di Marius Ilie Daea A Târgu Jiu, il conflitto […]

Mentre il sistema energetico si decarbonizza rapidamente, a Gorj, l'archivio delle risorse umane di CE Oltenia è diventato uno strumento di selezione sociale. Un'analisi su come una barriera burocratica arbitraria – data dal 1 settembre 2024 – abbia diviso i veterani dell'energia tra «fortunati» e «privati dei diritti».
Di Marius Ilie Daea
A Târgu Jiu, il conflitto tra i veterani della divisione manutenzione e la direzione del Complexul Energetic Oltenia (CEO) ha smesso da tempo di essere una semplice disputa sindacale. È, in sostanza, un processo di «annullamento» del passato. Circa 40 ex dipendenti di Termoserv hanno protestato di nuovo, denunciando quella che gli esperti di risorse umane chiamano una «confusione legale» (un caos amministrativo controllato), volto a bloccare i diritti pensionistici secondo la Legge 197/2021.
L'obiettivo non è una somma di denaro, ma un certificato che riconosca un fatto tecnico incontestabile: la manutenzione faceva parte del ciclo di produzione. Tuttavia, secondo le testimonianze recenti, l'amministrazione ha eretto un muro burocratico che sfida la logica giuridica.
«La macchinetta tagliata» a Craiova: una giustizia a due velocità
La frattura nel sistema giudiziario rimane il più grande interrogativo. Mentre il Tribunale di Gorj dà ragione ai lavoratori a raffica, la Corte d'Appello di Craiova diventa il «cimitero» delle sentenze favorevoli.
«Abbiamo vinto a Târgu Jiu, ma a Craiova tutto si è capovolto. Non ci riconoscono gli anni di Termoserv,» spiega un manifestante. I sospetti di «accordi sottobanco» tra decisori del CEO e magistrati con interessi collegati sono diventati il tema principale delle discussioni davanti alla sede dell'azienda. Se queste supposizioni si confermeranno, non parleremo più di un errore di interpretazione, ma di un assedio allo stato di diritto, dove il diritto alla pensione viene negoziato in base all'influenza.
Il flusso tecnologico: «Ero come un bambino piccolo»
Oltre le leggi, c'è la realtà sul campo, descritta da chi ha «curato» le turbine per decenni. Le testimonianze audio catturano una responsabilità che non si vede nelle schede di lavoro archiviate:
«Accendevo le registratrici su tutta la plancia. Dovevo monitorare temperature, vibrazioni, il gradiente alla turbina. Se l'apparecchio non scriveva, dovevo mettere l'inchiostro, come con una stilografica. Come un bambino piccolo, dovevo occuparmi degli apparecchi,» racconta un veterano. Questa connessione uomo-macchina era il cuore della centrale termica. Il fatto che oggi l'amministrazione sostenga che queste persone «non hanno lavorato in produzione» è percepito come un insulto a 30 anni di lavoro a temperature e vibrazioni estreme.
Analisi tecnica: La trappola amministrativa della data del 1 settembre
Ion Răuț, ex capo del dipartimento Risorse Umane del CE Oltenia, fornisce la chiarezza tecnica necessaria per capire perché quella timbratura viene rifiutata. Il problema si è trasformato da una questione di «riconoscimento» a una di «opportunità» legislativa.
Il meccanismo di blocco spiegato da Răuț è sottile:
L'entrata in vigore della nuova legge sulle pensioni (360/2023) al 1 settembre 2024 ha creato una faglia artificiale. L'amministrazione del CEO sembra applicare una logica discriminatoria: rilascia certificati solo a chi va in pensione dopo questa data, ignorando chi ha diritti acquisiti anteriormente o ha cause in corso secondo la vecchia legislazione.
«È una discriminazione flagrante,» osserva Răuț nelle discussioni tecniche. «Popescu, se sei andato in pensione prima di settembre 2024, non ricevi il certificato, ma Ionescu, che ha lavorato accanto a te e ha continuato l'attività, sì. È un'interpretazione sbagliata dell'azienda nel settore risorse umane.»
Questa «confusione» ha uno scopo preciso: scoraggiare i veterani e mantenere la forza lavoro in condizioni incerte o spingerli verso pensioni molto più basse di quelle dovute, attraverso il riconoscimento del gruppo speciale. In pratica, il CEO utilizza la successione delle leggi per «risparmiare» sui diritti delle persone.
Rischio di blocco: 1.400 denunce penali alle porte
Stanchi delle corti civili che decidono diversamente a 100 km di distanza, i lavoratori sono passati all'«arma nucleare»: la denuncia penale per abuso d'ufficio. I pensionati di Turceni hanno già presentato 65 denunce alle procure locali. Se tutti i 1.400 dipendenti in questa situazione presenteranno denunce penali, le procure di Gorj saranno bloccate.
Probabilmente i procuratori di Gorj hanno già avvertito la direzione del CEO: «Vedete che è grave, ci sono troppe segnalazioni e dobbiamo indagare.» Una sola timbratura, rifiutata per motivi di strategia amministrativa, rischia di paralizzare l'attività giudiziaria di un'intera provincia.
Conclusione: Una soluzione morale, non giudiziaria
Quello che sta succedendo a Gorj è un esperimento sociale fallito. Mentre a Craiova i diritti sono stati riconosciuti, a Turceni, Isalnita e Rovinari si combatte una guerra di logoramento contro i propri dipendenti.
La giustizia rumena, attraverso le corti superiori e la Corte Suprema, ha emesso decisioni contraddittorie fino a dicembre 2025, aumentando il caos. Tuttavia, oltre le interpretazioni degli avvocati, rimane un semplice fatto: se qualcuno ha messo in parallelo la turbina e ha controllato la temperatura di un blocco energetico per 30 anni, nessuna modifica legislativa del 2024 può annullare la realtà dei polmoni e della salute consumata nel 1995.
È giunto il momento che il Ministero dell'Energia e la direzione del CEO cessino il «lotto delle pensioni» e applichino la legge in modo uniforme. Altrimenti, la transizione energetica sarà segnata non dall'energia verde, ma da una macchia nera sulla faccia della giustizia sociale in Romania.

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