PASAREA DE AUR: Come una amministrazione sia arrivata a giudicare e a ricattare i propri cittadini, usando i loro soldi

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Di Marius DAEA Là dove il fiume Jiu scorre vicino a Jilț, la terra nasconde una storia che le autorità di oggi vorrebbero cancellare con il bulldozer. Il terreno, un'estensione fertile che ai tempi del comunismo ospitava alcuni dei più produttivi orti di verdure della zona, porta con sé una promessa antica. È stato donato dai ex [...]

di Marius DAEA

Nel luogo dove il fiume Jiu scorre vicino a Jilț, la terra nasconde una storia che le autorità di oggi vorrebbero cancellare con il bulldozer. Il terreno, un’estensione fertile che ai tempi del comunismo ospitava alcuni dei più produttivi orti di verdure della zona, porta con sé una vecchia promessa. È stato donato dagli ex nobili del luogo con uno scopo testamentario, semplice e sacro: rimanere ai residenti di Turceni, affinché abbiano un luogo dove pascolare e nutrire gli animali. Oggi, il pascolo che nutre le greggi si è trasformato nella linea di fronte di una guerra amministrativa spietata.

Non si tratta più di una semplice disputa burocratica, ma di una presa di potere sistematica. «I nuovi nobili» di Turceni – un’amministrazione locale che sembra aver dimenticato chi rappresenta – hanno messo gli occhi su questo terreno. La posta in gioco non è l’agricoltura, ma la «rivoluzione verde»: un enorme parco fotovoltaico. Un affare con pannelli solari che promette profitti enormi per alcuni «ragazzi furbi», ma che lascerebbe le mucche degli uomini a pascolare sull’asfalto.

Il paradosso dei soldi pubblici: pagare per la propria oppressione

Per strappare il pascolo dalle mani dell’Associazione degli Allevatori, il Comune di Turceni ha avviato una battaglia legale. Ma non lo fa a spese di chi sogna profitti dall’energia, bensì ancora sulle spalle dei cittadini.

I documenti ufficiali ottenuti recentemente mostrano una realtà scioccante. Sebbene il Comune di Turceni abbia nel proprio organico e paghi già gli stipendi di due consulenti legali assunti appositamente per rappresentare l’ente, il sindaco ha deciso che non basta. Per sconfiggere i propri cittadini in tribunale e per mettere a punto i consiglieri comunali che rifiutano di lasciarsi influenzare, il Comune ha assunto uno studio legale di Bucarest.

Le fatture, pagate religiosamente mese dopo mese, raccontano una storia di sfida finanziaria: 7.500 lei al mese (senza IVA). Da giugno 2025 fino alla primavera del 2026, dal bilancio della piccola città sono volati 90.450 lei direttamente sui conti degli avvocati di Bucarest. È forse la definizione suprema di cinismo amministrativo: il cittadino di Turceni paga tasse al municipio, e il municipio usa quelle tasse per assumere avvocati costosi che si prendono il pascolo del cittadino.

Constantin Popescu - Il sindaco di Turceni, ideatore del progetto
Constantin Popescu, il sindaco che sembra essere solo l’interfaccia amministrativa degli interessi oscuri dietro ai ‘ragazzi furbi’ dell’energia

LA RISPOSTA DEL COMUNE DI TURCENI È CONSULTABILE QUI

Quando la giustizia fa giustizia, il potere ricorre allo sfruttamento

Il piano di prosciugare finanziariamente l’associazione dei cittadini sembrava perfetto. Ma la giustizia in Romania ha ancora, a volte, momenti di lucidità. Alla fine di dicembre 2025, il Tribunale di Gorj ha emesso una sentenza chiara, fermando gli interessi oscuri e decidendo che la terra deve rimanere a disposizione degli animali, non dei «profitti» di chi si arricchisce. I magistrati hanno bloccato il colpo immobiliare.

Qualsiasi amministrazione normale si sarebbe fermata qui. Avrebbe accettato la sconfitta e rispettato la volontà della legge e le esigenze della comunità. A Turceni, invece, la sconfitta in tribunale ha segnato solo il passaggio a metodi di guerriglia.

Vedendo che gli argomenti legali sono crollati – nonostante le decine di migliaia di lei investite in avvocati esterni – gli interessi intorno all’apparato amministrativo sono scesi nel fango. Fonti vicine alla comunità descrivono un clima di terrore e intimidazione. Diversi membri dell’Associazione degli Allevatori hanno iniziato a essere contattati individualmente e minacciati con vari strumenti di potere locale per ritirarsi dall’associazione.

La strategia è diabolica e altrettanto sporca: la legge richiede un numero minimo di membri affinché un’associazione esista legalmente. Costringendo le persone a andarsene con pressioni e minacce, le autorità sperano che l’associazione si disintegri naturalmente. Senza associazione, non c’è più nemico. Senza nemico, lo studio legale, pagato profumatamente, potrà chiedere la sua dissoluzione in tribunale, lasciando il terreno donato dai vecchi nobili completamente esposto alle prede dei nuovi padroni.

Un ecosistema morale in via di estinzione

Dietro i mucchi di fieno appena raccolti nel pascolo tra Jiu e Jilț, non c’è solo il cibo per le mucche dei residenti. C’è la dignità di una comunità. La gente di Turceni non lotta solo per un pezzetto di erba; lotta per il diritto di non essere esiliata dalla propria storia da una manciata di eletti che hanno trasformato il municipio in un sindacato di interessi privati.

Ingiustizia di transizione: mentre la centrale termoelettrica di Turceni domina l’orizzonte del passato, il pascolo in primo piano rischia di essere sepolto sotto vetro e silicio, non per l’ambiente, ma per i conti di alcuni ‘ragazzi furbi’

In una democrazia funzionante, lo stato ti protegge. A Turceni, lo stato ti cita in giudizio con i tuoi soldi, perde, e poi viene di notte alla tua porta a convincerti a rinunciare.

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