Marco Rubio sull’Acropoli. Quale Occidente difende davvero MAGA?
Krytyka Polityczna
L’Occidente ha molti problemi e deve affrontare una moltitudine di sfide, ma il prometismo reazionario del MAGA è un’ulteriore minaccia alla sua sopravvivenza, non una soluzione. Il post «Marco Rubio sull’Acropoli. Quale Occidente difende davvero il MAGA?» è apparso per la prima volta su Krytyka Polityczna.
Durante la sua visita in Grecia, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha pronunciato un discorso sullo sfondo dell’Acropoli. È stato un evento prodotto con grande cura, come se lo staff del repubblicano stesse già preparandogli immagini per un’eventuale campagna presidenziale nel 2028. Rubio ha colto l’occasione per rendere omaggio all’antica Grecia come a una delle più importanti fonti della civiltà occidentale.
Era proprio questo il tema principale del discorso. Più precisamente, la sua crisi. Come quasi tutta la destra radicale, Rubio ad Atene delineava una visione del declino dell’Occidente, causato dal rifiuto dei suoi valori fondativi da parte delle società occidentali. «Abbiamo abbattuto i nostri stessi monumenti, condannato la nostra stessa storia. E in troppi luoghi abbiamo cominciato a insegnare ai nostri figli a vergognarsi dei Paesi che erediteranno. Allo stesso tempo, abbiamo aperto i nostri confini, trasferito oltre di essi la nostra industria e permesso che le nostre forze armate si indebolissero» – diceva il politico.
Questa crisi, sosteneva Rubio, non è tuttavia un destino inevitabile dell’Occidente, ma il risultato di scelte politiche sbagliate. La scelta degli americani del novembre 2024 dà speranza che – continuava – sotto la guida del presidente Trump l’Occidente rinasca, torni alle proprie origini e riconquisti il posto che gli spetta in un mondo in cui diventano sempre più potenti le potenze ostili all’Europa.
Tuttavia, nella narrazione civilizzatrice di Rubio ci sono due grandi problemi.
La Grecia di Achille, non quella di Pericle
Il primo è di carattere filosofico ed è legato a come comprendiamo propriamente l’Occidente e a ciò che lo rende davvero degno di essere difeso. Perché, purtroppo, MAGA vuole difendere l’Occidente per ragioni sbagliate e non in nome di quei valori e di quelle tradizioni che costituiscono il più grande tesoro dell’eredità occidentale.
Come ha osservato nella sua analisi del discorso di Rubio il filosofo di Harvard Mathias Risse, sebbene il segretario di Stato americano abbia inizialmente richiamato la costruzione del Partenone ai tempi di Pericle, in seguito ha celebrato non la Grecia democratica di Pericle, ma quella aristocratica di Achille.
Elogiando gli antichi, Rubio diceva: «Credevano – e con grande convinzione – nell’ideale del grande uomo: un individuo eccezionale, capace di raggiungere l’immortalità attraverso le proprie azioni. Credevano anche nella gloria e nella fama, in valori che si possono raggiungere solo attraverso lo sforzo e la dedizione a qualcosa di più grande di noi stessi. La storia dell’antica Grecia è piena di eroi pronti a pagare qualsiasi prezzo per una causa degna della loro lealtà».
È piuttosto il mondo dell’Iliade che quello dell’agorà democratica. Anche in quest’ultima si svolgevano senza dubbio dispute e competizioni per la fama e la gloria, ma allo stesso tempo la democrazia ateniese creò un sistema per frenare e controllare le ambizioni e gli eccessi dei “grandi uomini” attraverso la comunità democratica. Questa parte dell’eredità greca era assente dal discorso di Rubio, sia nella parte dedicata alla Grecia sia in quella dedicata all’Occidente contemporaneo.
Per Rubio, infatti, la storia dell’Occidente è soprattutto la storia dei “grandi uomini” che compiono grandi imprese: esploratori che approdano sulle coste di nuovi continenti, missionari che vi portano la fede occidentale, conquistatori che ampliano i confini dei propri imperi, inventori e ingegneri capaci di imbrigliare le forze della natura e trasformare radicalmente la realtà con l’aiuto delle macchine.
Una simile concezione dell’Occidente perde di vista ciò che costituisce davvero la sua specificità degna di tutela. Non sono i conquistatori e gli esploratori – anche mongoli, cinesi o polinesiani potevano esserlo. Ciò che costituisce il vero tesoro dell’Occidente sono l’idea di cittadinanza, l’universalismo dei diritti umani e la capacità di mettere criticamente in discussione i propri presupposti (per esempio riconoscere che alcuni eroi del passato oggi non meritano monumenti).
L’Occidente non sono i conquistadores su navi o cavalli, ma la città-Stato i cui abitanti si incontrano in quanto concittadini. È la corporazione cittadina medievale o l’università autonoma. È infine il parlamento, dove gli interessi, i valori e le richieste dei cittadini si traducono nella politica del governo. È l’idea che, in linea di principio, tutti gli esseri umani siano, a un certo livello fondamentale, antropologicamente uguali e debbano godere degli stessi diritti, che non possono essere loro sottratti in nessuna circostanza.
Questa è l’eredità che vale la pena difendere di fronte alla possibile “secolo cinese”.
Il prometeismo reazionario
Questa prospettiva era del tutto assente dal discorso di Rubio. Il segretario di Stato ha menzionato democrazia e cittadinanza in una sola frase, mostrando evidentemente di non attribuire grande importanza a queste idee. Nel suo intervento non è comparsa affatto la prospettiva dei diritti umani. Non c’è da stupirsene, considerando il modo in cui li affronta l’amministrazione che rappresenta. Gran parte del suo retroterra – sebbene Rubio non provenga necessariamente dal mainstream della politica americana – considera i diritti umani addirittura un’espressione e una causa della degenerazione dell’Occidente, un’espressione dell’“ideologia woke”, un corsetto che vincola i governi occidentali e impedisce loro di tutelare gli interessi nazionali, per esempio proteggere il Paese dall’“invasione dei migranti”.
Se dovessi definire la visione filosofica dell’Occidente presentata da Rubio e spesso ricorrente nella narrazione MAGA, direi che rappresenta un “prometeismo reazionario”. Celebra lo spirito prometeico dell’Occidente, soprattutto laddove conduce a scoperte e invenzioni che permettono di imbrigliare la natura e altre comunità non occidentali. È tuttavia un prometeismo privo di qualsiasi promessa di emancipazione sociale, al servizio di obiettivi sociali e politici conservatori o addirittura reazionari.
Lo si vede meglio nella destra “tecnologica” alleata di MAGA, che da un lato ricorre a un linguaggio radicalmente prometeico, difendendosi da qualsiasi regolamentazione dell’IA, immaginando un mondo di abbondanza universale garantita dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale, o una civiltà interplanetaria. Unisce tutto ciò a una palese ostilità verso la democrazia e la redistribuzione, a fantasie eugenetiche, all’avversione per l’emancipazione delle donne, per tutti i valori e le istituzioni che rendono le democrazie occidentali contemporanee ancora il miglior luogo al mondo in cui vivere.
Chi, sano di mente, affiderebbe il futuro dell’Occidente a Trump e ai suoi uomini?
L’Occidente ha molti problemi e si trova ad affrontare una moltitudine di sfide, ma il prometeismo reazionario di MAGA è un’ulteriore minaccia alla sua sopravvivenza, non una soluzione. Del resto – ed è questo il secondo problema fondamentale del discorso di Rubio – chi, sano di mente, affiderebbe il futuro dell’Occidente a Trump? A un uomo la cui estetica nell’esercizio della presidenza ricorda più i satrapi dell’Asia centrale che le tradizioni repubblicane degli Stati Uniti? La cui amministrazione, per corruzione e incompetenza, richiama alla mente la Russia del tardo El’cin?
Da quando Trump è tornato alla Casa Bianca, la sua amministrazione ha fatto molto per dividere e indebolire l’Occidente. I conflitti con il Canada e la Danimarca sulla Groenlandia, le continue tensioni nei rapporti con l’Unione Europea, l’attacco all’Iran che colpisce le economie europee, infine l’accordo sul carburante con Putin, che finanzia la macchina bellica russa, le cui ripercussioni colpiscono il fianco orientale della NATO: tutto ciò ha reso l’Occidente più o meno forte? Ha rafforzato o indebolito la leadership americana?
Marco Rubio ha richiamato sotto il Partenone molti eroi greci e parole di origine greca. Ma l’unico concetto greco che si adatta a Trump 2.0 è la kakistocrazia – il governo dei peggiori.
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