Il Cremlino dà il colpo di grazia a Novaya Gazeta
Voxeurop
Dopo oltre tre decenni, uno degli ultimi giornali indipendenti russi si prepara a chiudere. In seguito all’arresto del suo direttore, allo sfratto dalla sede e alle crescenti pressioni delle autorità, il giornale afferma di trovarsi di fronte a una scelta drastica: cessare le pubblicazioni o rischiare che i suoi giornalisti diventino bersaglio.
Novaya Gazeta, il quotidiano indipendente moscovita attivo da oltre trent’anni, chiuderà i battenti il 9 novembre, come annunciato dalla redazione il 30 ottobre.
Il 15 ottobre il direttore Sergej Sokolov è stato arrestato e interrogato dalla polizia dopo che la sua casa è stata perquisita. Il 19 il giornale ha ricevuto un avviso di sfratto e ha deciso di cessare le proprie attività, per timore di essere bollato come “organizzazione estremista” e che tutti i suoi giornalisti venissero arrestati. Già da settembre 2026 figurava nell’elenco degli “agenti stranieri” posti sotto stretta sorveglianza dalle autorità.
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Novaya Gazeta era uno degli ultimi baluardi della stampa indipendente e critica in Russia. È vittima della crescente repressione di ogni forma di informazione non allineata al Cremlino e di dissenso. In un messaggio d’addio intriso di amarezza la redazione descrive l’ultimo colpo di mano dello stato – lo sgombero dei propri locali e la disattivazione del sistema di donazioni – come un “assassinio” contrario a una Costituzione russa che il potere non fa nemmeno più finta di rispettare. Con un ultimo gesto, il giornale ha aperto i propri archivi, rendendo disponibili online 93.933 articoli pubblicati tra il 2000 e il 2026.